Una carrellata di 20 brani, interpretati dalle più note orchestre da ballo, per 80 minuti di grande musica in allegria.
Il CD prende il nome dalla fortunata trasmissione televisiva "Notti di balera" , registrata ogni martedì alla Ca' del Ballo di Ravenna ( ex Ca' del liscio).
Prodotta dalla New Time per la regia di Giorgio Antonini, condotta magistralmente da Fulvio Bertolini ( "Vado a liscio" ) e Roberta Cappelletti (Baci&Sorrisi"), "Notti di balera" va in onda in prima serata sul circuito Nuova Rete sui canali 110 e repliche sui canali 195 e Sky.
Nel CD sono ovviamente presenti numerosi degli ospiti di tale trasmissione.
In primo luogo va ricordata la canzone "Notte di balera", interpretata da Roberta Cappelletti , presente nella duplice versione ballabile-fox e nella versione-sigla che vede la partecipazione anche di Fulvio come interprete.
Poi basti citare Castellina-Pasi, Bagutti, Mario Riccardi, Ballaonda, Luca Bergamini, Matteo Tarantino, Renzo Tomassini, Giampiero Vincenzi e.... tanti, tanti altri grandi nomi del ballo.
Una compilation tutta da ballare ed ascoltare che - accanto a canzoni nuovissime- propone anche hit imperdibili.... basti citare la notissima "Tutto pepe".
"Notti di balera" ..... che atmosfera!
Anticipato il 13 Settembre da una conferenza stampa presso la GALLETTI-BOSTON, verrà ufficialmente presentato in Piazza del Popolo il 23 SETTEMBRE il cd singolo con l'inno alla Mora Romagnola, uno storico e tipico suino romagnolo, di generose dimensioni, dal pelo marrone scuro che tende al nero, da cui il nome di “Mora”, molto apprezzato per le sue pregiate e squisite carni ed eccellenti prosciutti e salumi.
Una tenera storia d’amore: un esemplare femmina di pura razza Mora Romagnola scende dai boschi di montagna per sfuggire al freddo e alla scarsità di cibo, attratta com’è dalle fertili terre di Romagna che vede dall’alto delle sue montagne quando le nubi e le nebbie si dissolvono.
Un bel giorno, risvegliandosi da un beato pisolino all’ombra di un albero una bellissima sorpresa l’attende, un incontro che le cambierà la vita per sempre: un gagliardo biondo maialotto la sta osservando.
Gli sguardi s’incrociano e subito sboccia il grande amore. Il giovanotto si dichiara e in poco tempo decidono di formare la coppia più bella dei dintorni, circondata da tanti piccoli maialini.
A questa storia che parla d’amore, di campagna e della sincera ospitalità romagnola dedichiamo un inno che cantiamo tutti assieme brindando con un buon bicchiere di vino.
I DEFAJENCE
La Ballata della Mora Romagnola è eseguita dai Defajence, una nuova formazione che già nel nome dichiara la propria appartenenza al territorio faentino-romagnolo.
Paolo Giovannini e Cesare Reggiani sono gli autori del brano La Mora Romagnola, il primo singolo di un repertorio che, partendo dalla tradizione del folklore romagnolo, si confronta e dialoga con la musica di altre culture popolari quali il country nord-americano, il Messico, la Louisiana, il Quebec e altre.
I Defajence stanno lavorando a una raccolta di brani originali insieme a reinterpretazioni di brani in altre lingue.
La Mora Romagnola ne sarà il brano trainante.
http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/il-sogno-di-volare/
Qualcuno certamente si starà già domandando: «Ma Il sogno di volare non è forse il titolo dell’ultima fatica letteraria dell’attore e scrittore Carlo Lucarelli»? Ebbene è proprio così, ma è anche il titolo del disco d’esordio di Andrea Buffa, sconosciuto (almeno fino a ora) cantautore.
Detto così ci chiederemmo allora «ma cosa ci azzeccano i due?». Come sapete Carlo Lucarelli ha tratto ispirazione per questi suoi gialli da canzoni che in qualche modo l’hanno folgorato e così, dopo Chet Baker e Luigi Tenco, è arrivato il turno di quest’uomo, che all’età di quarant’anni, ha pensato di mettersi in gioco attraverso canzoni che fino all’incontro fortuito quanto decisivo con Lorenzo Monguzzi (Mercanti di liquore) non aveva mai osato tirar fuori dai propri cassetti. Pensate un po’ che nel booklet proprio Carlo Lucarelli scrive: «Il titolo che mi dico in testa è quello di una canzone di un cantautore che si chiama Andrea Buffa, Il sogno di volare. Una delle canzoni con il testo narrativamente più bello che abbia mai sentito». A me però piace toccar con mano un po’ come San Tommaso, quindi non mi sono lasciato influenzare dalle parole di Lucarelli e neppure dal package del disco, copertina e libretto sono impreziositi da magnifici disegni a matita e china, che ho poi letto, essere opera di Giacomo Michelon, uno dei disegnatori dello storico Lupo Alberto. Ho quindi messo il disco nel lettore e son partito per questo viaggio musicale.
È stato quindi l’ascolto del disco a farmi dire che Andrea Buffa ci sa davvero fare. È vero che il suo punto forte restano i testi, com’è tradizione nella storia della nostra canzone d’autore, ma devo ammettere che di strada ne ha fatta davvero tanta da quando almeno tre anni fa si mise in contatto con me per farmi ascoltare un demo veramente casalingo: ora quei timidi virgulti sono diventati alberi possenti e gli arrangiamenti a cura del trio Andrea Buffa, Sonia Cenceschi e Gabriele Buffa hanno saputo valorizzare vecchi e nuovi brani in maniera esemplare.
Il disco direi che contiene almeno tre brani superlativi, a partire proprio da Il sogno di volare, che ci narra gli ultimi istanti di vita di un operaio extracomunitario che al tramonto di una faticosa giornata di “sfruttamento” va incontro alla morte precipitando da un’impalcatura. Tanti però sono i momenti emozionanti del disco: personalmente trovo quasi straziante l’amore carnale cantato in Non so davvero in cui il testo si sviluppa in un coinvolgente e passionale crescendo dopo i mesti versi iniziali, «Non so se è la carne che ora fa male dentro alla stanza gelida e muta / con la mia mano che ansiosa ti cerca e disperata ritorna vuota / non so se è la carne a dare dolore di un dubbio triste, scuro timore / per quelle tiepide, poche carezze, donate come fosse un favore / non so se è la carne a fare paura di aver perduto o sbagliato qualcosa / che dalle tue spalle fiorisce un’ombra e sul mio sguardo fredda si posa».
In Storia altro vertice del disco, troviamo ancora tutto il dramma dell’immigrazione «E per le strade della mia città e sotto il cielo del mio quartiere / Tinto d’un grigio di nebbia e lutto che ancora devo sapere / Piango sopra ogni passo che mi porta dove devo andare». A ben guardare però, non c’è una canzone fuori posto, una parola “stonata” e ci sarebbe da riempire pagine per parlarvi di ogni singola canzone, delle sfumature suggerite da ogni singolo verso, delle varie influenze musicali che pervadono le singole tracce, perché questo disco è proprio come uno di quei prodotti, ormai introvabili, fatti con il cuore e la passione quasi maniacale che contraddistingue un vero artigiano.
Penso proprio che sentiremo parlare a lungo di Andrea Buffa e dei suoi compagni di viaggio.
di Fabio Antonelli
In dettaglio
- Anno: 2011
- Durata: 36:17
- Etichetta: Galletti - Boston / Edel
Elenco delle tracce
01. Manca mezz’ora
02. I fantasmi di Bariano
03. Il sogno di volare
04. La pazzia
05. Storia
06. La più bella del reame
07. Non so davvero
08. Dell’amore in via del Campo
09. Luca e il fiume
Brani migliori
- Il sogno di volare
- Non so davvero
- Storia
Musicisti
Andrea Buffa: voce, chitarra acustica Sonia Cenceschi: chitarre Gabriele Buffa: pianoforte e fisarmonica Pier Daniel Cornacchia: violino Enrico Sperone: batteria e percussioni Silvano De Franco: basso elettrico e contrabbasso Giacomo Gianola: tromba





