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Venì, venì e mi amore - Quinzan
Le canzoni tradizionali, i brani popolari della nostra terra e di tutte le regioni d'Italia.
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Venì, venì e mi amore - Quinzan

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Venì, venì e mi amore - Quinzan

Album Folk
Questo nuovo album di Quinzân, come i precedenti, non si sofferma su un unico genere musicale, ma ne attraversa diversi con la ricerca di avvicinarsi sempre di più alla Romagna, terra tradizionalmente abituata ad assorbire e fare propri suoni provenienti da altre parti del mondo.
L'album vede la partecipazione di molti musicisti, primi fra tutti Mirko Monduzzi, chitarra dei “Saluti da Saturno” che ha arrangiato e curato artisticamente i brani e Andrea Sarneri alla fisarmonica e alle tastiere oltre che responsabile delle registrazioni.
Da segnalare il contributo fondamentale alle voci di Luisa Cottifogli, già nei “Quintorigo”, di Serena Bandoli e di Marco Vitali, importante la presenza in alcuni brani dei “Musicanti di San Crispino” e dei “Radìs”.
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Tracce dell'album
Venì, venì e mi amore - Quinzan 1
Giovan Trabiccola
Venì, venì e mi amore - Quinzan 2
Venì, venì e mi amore
Venì, venì e mi amore - Quinzan 3
In paradis
Venì, venì e mi amore - Quinzan 4
Il grillo e la formica
Venì, venì e mi amore - Quinzan 5
Martino e Mariana
Venì, venì e mi amore - Quinzan 6
In prest
Venì, venì e mi amore - Quinzan 7
L'è un murador
Venì, venì e mi amore - Quinzan 8
Cumatcemta
Venì, venì e mi amore - Quinzan 9
Par un basì
Venì, venì e mi amore - Quinzan 10
Qinzàn e Piripaja
Venì, venì e mi amore - Quinzan 11
E' marafòn
Venì, venì e mi amore - Quinzan 12
Zavaj
Venì, venì e mi amore - Quinzan 13
Din don
Venì, venì e mi amore - Quinzan 14
La not
Venì, venì e mi amore - Quinzan 15
Stuglè
Discografia
Venì, venì e mi amore - Quinzan
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Questo nuovo album di Quinzân, come i precedenti, non si sofferma su un unico genere musicale, ma ne attraversa diversi con la ricerca di avvicinarsi sempre di più alla Romagna, terra tradizionalmente abituata ad assorbire e fare propri suoni provenienti da altre parti del mondo.
L'album vede la partecipazione di molti musicisti, primi fra tutti Mirko Monduzzi, chitarra dei “Saluti da Saturno” che ha arrangiato e curato artisticamente i brani e Andrea Sarneri alla fisarmonica e alle tastiere oltre che responsabile delle registrazioni.
Da segnalare il contributo fondamentale alle voci di Luisa Cottifogli, già nei “Quintorigo”, di Serena Bandoli e di Marco Vitali, importante la presenza in alcuni brani dei “Musicanti di San Crispino” e dei “Radìs”.
Musica nelle Aie 2013
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Musica nelle Aie 2013
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“La Musica nelle Aie è nata come un sogno, che anno dopo anno si avvera intorno a noi, portandoci musiche e canti legati alla terra e alla ciclicità della natura e il vento che bisbiglia questi canti e queste danze, ci immerge in un mondo lontano che però risuona in noi come se ci fosse vicinissimo, perché è l'origine da cui veniamo e la meta a cui tendiamo…Ed il sogno come il vento continua.”
Si tratta, come è nello spirito de La Musica nelle Aie stessa, di una compilation folk nell'accezione più ampia del termine, con brani da ballare o semplicemente da ascoltare, magari a occhi chiusi immaginando di passeggiare tra le colline di Castel Raniero.
Musica nelle Aie 2012
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Musica nelle Aie 2012
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La prima compilation di Musica nelle Aie, Uno Straordinario Raccolto, ha voluto ricordare una parte dei gruppi passati da noi negli ultimi anni.
Da ora in poi vorremmo che la raccolta documentasse la musica dei gruppi partecipanti a ogni edizione.
Musica nelle Aie 2012 è stata pensata in questa maniera: ai musicisti abbiamo chiesto gli ingredienti, i brani, che noi abbiamo amalgamato e cucinato sperando che il prodotto finale sia un banchetto musicale di vostro gusto.
Dentro c’è un po’ di tutto, ma sempre folk com’è folk il Festival di Castel Raniero.
Ci sono brani da sentire a occhi chiusi e ci sono brani da ballare, parole e suoni da ascoltare ogni volta che vorrete vivere o rivivere l’esperienza de La Musica nelle Aie!

Etnoritmo : Dall'acustico all'elettrico
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Etnoritmo : Dall'acustico all'elettrico
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ETNORITMO dall'acustico all'elettrico
"Dall'acustico all'elettrico" è il terzo album di Etnoritmo. Contiene 5 canzoni nuove, tutte suonate in acustico: Ball i ball, Vijn cu mmei, Mijnz a chiazz, Abbash e Mamm ind’a cucein (quest'ultimo brano, già pubblicato nel primo cd di Etnoritmo “Sitanafri”, qui compare in una nuova versione acustica) e 5 brani, tratti dal cd precedente “Tondomondo”, che rappresentano la parte elettrica ed elettronica dell'album: Chess jè a stor’j, Fall i dall, Giuann, Nan c’ stè, Tijmp d c’ros. Ai brani di questa seconda parte partecipano numerosi ospiti: Enrico Capuano, Tonino Zurlo, Pino Martini, Giancarlo Parisi, Alessandro Mancuso, ... Spiccano anche i campionamenti autorizzati di Matteo Salvatore, Enzo Del Re e Radiodervish.
La canzone "Tijmp d c'ros" è andata in onda per sei settimane come sigla finale della trasmissione Demo di Radio 1 Rai e "Chess jè a stor'j" è stata inclusa nel doppio cd compilation "Aie d'Italia", disco ufficiale del MEI 2009 (Teresa De Sio e Davide Van De Sfroos).
I missaggi sono stati effettuati da Raffaele "Raffa" Stefani (fonico di Morgan e Gianna Nannini).
Il disco contiene anche una traccia rom con il videoclip del brano "Ball i ball".
Uno straordinario raccolto
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Uno straordinario raccolto
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“Oggi abbiamo selezionato semi da tutta Italia e, con mani volenterose e buon lavoro, abbiamo coltivato la musica nelle aie di questa nostra terra. Ecco “uno straordinario raccolto” di questi undici anni insieme”.
Queste le parole con cui si presenta il  CD ufficiale di “Musica nelle Aie 2011”.
La Musica nelle aie-Castelraniero Folk Festival nasce nei campi, nei sogni e sulle colline di Castelraniero a Faenza. Nasce in una domenica di sole e diventa una tre-giorni di fantastici appuntamenti che da anni vede riunire musicisti folli e straordinari, frotte di grandi e piccini e varia umanità.
Nel CD “Uno straordinario raccolto” sono racchiuse ben 20 canzoni del genere folk-etnico proposte dai gruppi più significativi che negli anni scorsi hanno “calcato” le aie di Castelraniero segnalandosi nell’esibizione  per capacità musicali, simpatia, innovazione, contaminazione con altri generi e suoni.
Una carrellata di sapori e profumi  musicali di tutta Italia in quanto si va dall’Emilia-Romagna ( ovviamente ampiamente e ben rappresentata!) alla Lombardia, Sicilia, Veneto, Piemonte, Liguria,  Calabria, Marche, Val d’Aosta…
Ricco  anche il booklet  del CD che, con dovizia di note informative, descrive l’attività musicale di tutti i  venti gruppi.
Una fotografia che -  fra brani strumentali e canzoni, balli  tradizionali e canzoni appositamente composte e traboccanti  delle sonorità folk odierne – inquadra perfettamente lo spirito e il clima che si respira a “Musica nelle Aie”.
Una rassegna ed un folk Festival unico nel suo genere, che tutti attendono con impazienza  per ritrovare un po’ di stessi  e un pezzetto del proprio passato.
Perché l’Italia è unica e questo CD ne è l’ennesima riprova.

Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò: Strade aperte
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Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò: Strade aperte
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Roberto Durkovic è nato in Italia ma le sue origini praghesi trapelano dalle sonorità mitteleuropee impresse alla sua musica. Da oltre 12 anni vanta una prolifica collaborazione artistica e interculturale con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano. Affascinato dal loro talento ha perseguito e concretizzato con volontà testarda un progetto artistico che coniuga, senza attriti, il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del  flamenco oltre alle pennellate di tango argentino che denotano la grande stima di Durkovic per Astor Piazzolla. Il gruppo si è recentemente allargato con i figli dei "fantasisti del metrò" ed artisti italiani che hanno entusiasticamente abbracciato il progetto artistico di Roberto Durkovic e ora comprende, oltre a Durkovic stesso (chitarra, voce), Ion Bosnea (clarinetto), Massimiliano Alloisio (chitarra), Adrian Dumitru (chitarra), Florian Albert Mihai (fisarmonica), Davide Marzagalli (batteria e percussioni), George Bosnea (violoncello), Minel Lupu (contrabbasso), Ugo Begliomini (basso elettrico) ed Emilio Rossi (tastiere).

A seguito di numerose esibizioni e ben quattro album pubblicati insieme, la magia dei fantasisti si consolida ulteriormente con questo quinto CD composto da 10 brani inediti e una cover dedicata a Guccini. Questo disco è una testimonianza che sgorga dal vissuto quotidiano ed è permeato dal rispetto sensibile verso le culture altrui slegate da ogni colore. Come i fili di una ragnatela, Durkovic raduna il mondo Rom con le sue sfaccettature, le canzoni legate ai ricordi ed eredità di grandi cantautori italiani, aiutandoci a scoprire che in questo mondo sommerso si cela un pozzo di emozioni da raccogliere. Solo uno come Durkovic poteva trasfondere in un brano garbato come "Strade aperte" la realtà del mondo Rom dosando sapientemente estrema leggerezza con velata denuncia. Altro brano di innegabile valore, il cui testo merita un attento ascolto, è "Il badante" che, con amara ironia, enfatizza la realtà di tanti immigrati che hanno lasciato la propria prigione abbagliati dal miraggio della libertà. Con rassegnata tristezza, scopriranno di essere imprigionati dietro sbarre ancora più solide, senza nemmeno più la consolazione effimera del sogno. "Malà strana" è un delicatissimo  brano dove armonia e ricordi si fondono in una perfetta alchimia e ci proiettano immediatamente nell’atmosfera della magica Praga. Dalla rielaborazione davvero inconsueta e personale di "Il vecchio e il bambino" di Guccini, traspare l'omaggio per il cantautore preferito di Roberto Durkovic nonché fautore del suo imprinting musicale. Come succede nei concerti live, anche qui a metà disco vere perle strumentali tzigane fanno apprezzare meglio questo popolo, sicuramente quello più vicino alla musica pura, mentre virtuosismi musicali inducono a danzare come avviene spontaneamente nei loro concerti. L'intero disco scorre piacevolmente tra brani di grande levatura tecnica, in bilico come sempre tra festosità e malinconia, utilizzando appieno la riuscita formula strumentale che accomuna e rigenera un groviglio di tradizioni balcaniche, gitane e del grande cantautorato italiano.
Il CD è distribuito a livello nazionale da Edel.
Arangara: Terra di mari
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Arangara: Terra di mari
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Gruppo di musica etno-folk autorale, Arangara nasce nel 2005 come progetto musicale in cui sono riscontrabili i tratti della tradizione cantautorale mescolata alle influenze della musica popolare dell’Italia meridionale. In questa commistione gli scenari, di volta in volta differenti fra loro, risultano legati da un filo conduttore comune: la narrazione in forma di poesia/canzone di singoli eventi che hanno il sapore di racconti affascinanti e antichi. Gli Arangara portano il loro spettacolo (accompagnato da danze in coreografie che presentano lo spirito, le intenzioni e le passioni delle canzoni) sulle piazze italiane, tedesche, canadesi. Il loro linguaggio, spesso in calabrese stretto, risulta comunque comprensibile ad un ampio pubblico.

Il nuovo lavoro degli Arangara "Terra di mari" contiene anche testi di Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli, Mimmo Martino e Andrea Buffa, oltre alla partecipazione di Carlo Lucarelli. Oltre che essere un omaggio a questi illustri ospiti il CD, che continua ad avere una chiara demarcazione autorale, prosegue musicalmente quanto iniziato con il precedente progetto, dove gli strumenti etnici (marranzano, organetto, lira calabrese, tamburi a cornice, mandolino, ecc) si mescolano a una moderna struttura ritmica e dove il "vernacolo" rimane caratterizzante del viaggio intrapreso.
Il CD è distribuito a livello nazionale da Edel.
La Carampana: Archi di tempo
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La Carampana: Archi di tempo
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Il gruppo musicale La Carampana, nato a Faenza (RA) nel 1989, ricerca e ripropone principalmente musiche e balli saltati tradizionali ed anche brani di liscio antico, diffusi in Romagna e nell’Appennino Bolognese fino a circa metà del ‘900. A La Carampana, e in particolare al violinista Roberto Bucci, si deve l’avvio delle esperienze di recupero e riproposta dei balli tradizionali nell’area faentina. Gli strumenti usati, quando il gruppo è al completo, sono quelli tipici dell’orchestrina da ballo di inizio ‘900: violini, violoncello, contrabbasso, mandolino, mandola, chitarra. Anche lo stile d’esecuzione è quello tipico dei suonatori da ballo popolare dell’epoca. Ma questo repertorio non è morto: le esibizioni de La Carampana sono seguite da numerosi ballerini che contribuiscono a ricreare e a mantenere vivo un clima di festa tradizionale che ha origini antichissime.

Nel CD "Archi di tempo" sono presentati alcuni brani scelti tra i balli saltati della Romagna e dell’Appennino Bolognese. Le melodie sono originali, di autori ignoti, anonimi, e registrate nei decenni scorsi girando per le campagne e soffermandosi ad intervistare i più anziani, i nonni che ancora ricordavano perfettamente tali composizioni. Venivano suonate in particolari occasioni, nelle aie, nelle poche occasioni di ballo e divertimento che l’inizio secolo poteva loro offrire. Ma le ricordavano perfettamente e, con grande nostalgia per la passata gioventù, sapevano ancora canticchiarle. Erano la nostra memoria storica che La Carampana, con questo CD "Archi di tempo", cerca di fissare.